28 Ottobre 2020
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Spiegazione Convegno Fibromialgia all´Auditorium del Centro IRCCS "Don Carlo Gnocchi" del 27.10.2012

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Convegno Fibromialgia all´Auditorium del Centro IRCCS "Don Carlo Gnocchi" del 27.10.2012

Prof.ssa Susanna Maddali Bongi: "Fibromialgia: la malattia che non esiste".
In Italia, il 10-20% dei pazienti reumatici sono fibromialgici, circa 2 milioni di individui. La fibromialgia è inclusa nelle malattie reumatiche extrarticolari. Secondo i criteri dell´ACR 1990 (American College of Reumatology) il criterio di diagnosi è il dolore diffuso da almeno tre mesi. Il questionario di Mc Gill evidenzia un livello di dolore superiore a quello di altre malattie reumatiche . Sempre secondo l´ACR con la sola sintomatologia clinica si può fare diagnosi, senza che sia necessaria la visita dei tender points. Quanto alla depressione solo il 20% dei pazienti è già depresso al momento della diagnosi e i sintomi depressivi non sono più frequenti rispetto ad altri malati con sindromi dolorose croniche. La fibromialgia non causa invalidità permanente, ma molti pazienti si considerano disabili e smettono di lavorare. Essi giudicano la qualità della loro vita inferiore a quella dei malati di artrite reumatoide. C´è un polimorfismo del gene 5-HTT che è collegato ad un deficit di serotonina. E´ una malattia correlata allo stress, la serotonina è una risposta allo stress, nella malattia vi è una ridotta risposta allo stress. Vi è altresì un alterato tono del sistema simpatico, si parla anche di "sindrome da sensibilizzazione centrale" (a livello encefalico). Si parla di "malattia invisibile" perché non provoca lesioni agli organi né alterazione degli esami di laboratorio e non causa danni radiologicamente evidenziabili. L´aspetto del paziente è sano ed è difficilmente creduto malato. I sintomi della malattia sono invalidanti. Il paziente spesso disperato, all´ultima spiaggia, ha perduto fiducia nei medici e nelle terapie. Ha un´estrema urgenza di sedare il dolore ed è pronto a rifiutare una causa psicologica del dolore. Vi è un´inefficacia del rapporto medico-paziente. Il paziente spesso ricerca un vantaggio secondario, nel lavoro o in famiglia. E´ importante l´ascolto del paziente con attenzione e tranquillità. Non va sottovalutata la sintomatologia. Da parte del medico è importante non inviare da psicologi né prescrivere psicofarmaci, consigliare terapie per i sintomi somatici e piccoli cambiamenti (ad esempio diete). Il trattamento deve essere personalizzato, perché ci sono diversi livelli di gravità. L´obiettivo deve essere l´abbassamento del dolore, il recupero delle fasi del sonno, ecc. Il circolo vizioso di cui è vittima il paziente fibromialgico si può così sintetizzare: il dolore scatena la paura, la paura lo immobilizza, si mette fermo, perde forma fisica e peggiora. Le terapie sono quella farmacologica e quella non farmacologica. Le tecniche riabilitative sono più efficaci dei farmaci. Lo scopo di tali terapie è quello di ridurre la stanchezza e migliorare il tono dell´umore. In Europa, per la fibromialgia, a parte la Germania, non sono contemplate, mentre in America sì. E´ importante tenere conto della salute globale del paziente e non localizzata. E´ un disturbo di percezione, è necessaria una rieducazione degli schemi corporei. Il Metodo Resseguièr prende il nome da questo importante fisioterapista ed è rigorosamente individualizzato. Si tratta di una postura di accompagnamento del paziente, si prende cura dell´alterazione della nocicezione: non prevede terapie manuali e punta a ristabilire un equilibrio psico-fisico. Ci sono alcuni indici di qualità della vita che vengono usati per misurare le condizioni di vita dei vari pazienti con malattie reumatiche: IFS/IMS/FIQ/DOLORE/ ecc... e questi evidenziano che la qualità di vita del paziente fibromialgico è inferiore rispetto a quella di altri pazienti con diverse mallatie reumatiche.
Dott. Stefano Lera (psicologo clinico)
La sua esperienza lo ha portato a capire che molti dei malati con cui ha avuto a che fare, non solo fibromialgici, erano soli, non venivano capiti, vittime dell´isolamento, provavano umiliazione, rabbia. E´ un circolo perverso, in quanto le persone non si sentono comprese e si ritrovano ad essere schiacciate. La fibromialgia è conosciuta da molto tempo e nel corso del passato è stata chiamata in vari modi, per citarne alcuni: Myelastenia (male del secolo), Bard 1880; fibrosite, Gowers 1904; artrite neurotica, Jocel 1907; reumatismo psicogeno, Henc, ecc. E´ considerata, erroneamente, una psiconevrosi da conversione.
Il circolo vizioso di cui è prigioniero il fibromialgico si può così riassumere.
Dolore fisico
Distress Fibromialgia: circolo psicopatologico Non comprensione, delusione
Costrizione Rabbia (non riconosciuta) Isteria, manifestazione
Depressione Rifiuto da parte degli altri accresciuta dei sintomi
La depressione è una reazione natuarale che si scatena quando l´uomo, in assenza di una possibilità logica di reazione, non può agire. Ciò può generare come conseguenza una reazione a livello neuroendocrino e ormonale. I comportamenti diventano compulsivi, si ricerca a tutti i costi di essere capiti e si diventa prigionieri di una situazione da cui non si riesce a fuggire. Le terapie possibili sono diverse e non una soltanto: terapia familiare e relazionale, terapia cognitiva, terapia della rabbia non riconosciuta (capacità di concedersi), terapia sulla depressione (antidepressivi triciclici, serotoninergici).
Dott. Fabio Populizio (fisioterapista)
I trattamenti fisioterapici della fibromialgia sono diversi, dalla massoterapia al trattamento fisiokinoterapico manuale, alla manipolazione fasciale dei tender points muscolari. Tecarterapia: trasferimento sul corpo umano di un campo elettromagnetico generato da una radiofrequenza. Fornisce energia al corpo. Naturalmente da solo non è efficace, viene di solito associato a una terapia manuale. Favorisce la vasodilatazione, dando come beneficio un rilassamento muscolare. Un´altra possibilità è l´applicazione del cerotto "Original Kinesio Tex Taping"che favorisce anche il drenaggio linfatico sottocutaneo. Poi c´è la TENS, che viene praticata per un tempo di trenta minuti.
Dott. Francesco Pala (fisioterapista)
L´approccio terapeutico deve essere multimodale per essere efficace, una sola terapia da sola non basta. Il paziente fibromialgico deve essere "coccolato". Quali metodi e tecniche adottare? Tutte quelle che hanno un effetto positivo sulla fascia. La fascia è quel tessuto che riveste i muscoli a livello generale. La tensione può essere generata in varie dislocazioni. Il lavoro sulla fascia determina una riduzione della tensione. Ci sono 4 metodiche che sarebbe utile combinare:
- metodo Bienfait dei Pompages e terapia manuale: consiste in un microallungamento della fascia, mentre il paziente è passivo.
- Rieducazione posturale globale o a campo chiuso: va ad agire sull´equilibrio delle catene muscolari, attraverso uno stretching globale attivo
- Terapia cranio-sacrale: consiste nell´applicazione di forze lievi seguendo il ritmo cranio-sacrale, che è un ritmo indipendente dalla respirazione
- Metodo della back school: ha come obiettivo quello del recupero di muscoli eventualmente accorciati, ecc.

Devono essere menzionate altre terapie efficaci che non sono correlate alla fisioterapia, ma lo stesso valide, come lo yoga, ecc., tenendo conto del fatto che a volte l´attività fisica può essere controproducente se affatica il paziente. Ogni terapia deve essere personalizzata.
Dott. Nicola Antonio Lo Russo (fisioterapista).
Approccio idrokinesiterapico della Sindrome Fibromialgica
Si tratta di un metodo da lui personalmente elaborato, ma che ha dovuto abbandonare, in quanto non ha incontrato la collaborazione in campo medico e lo stava esercitando in perdita. Si tratta di tecniche passive in acqua calda, in ambienti insonorizzati, senza toccare il paziente, partendo dalla respirazione e dall´ossigenazione dei tessuti, esaltando la libertà del corpo. Il trattamento viene esercitato dapprima in galleggiamento con l´ausilio di vari tipi di galleggianti e dopo la prima fase in apnea. Lo scopo è quello della liberazione delle aderenze e rigidità dei tessuti. L´ultima scoperta sulla neurogenesi indica che lo stress blocca il formarsi di nuove cellule nervose e che un regolare esercizio di rilassamento in acqua aumenta e ottimizza la formazione di queste cellule. L´altezza della piscina deve essere di 1,20 m 1,30 m e la temperatura dell´acqua tra i 34,5° e i 35°, superiore alla temperatura cutanea. E´ importante la fase di "warm down", ossia quella di uscita dall´acqua, che deve avvenire con i dovuti tempi, molto lentamente. L´utilizzo dell´ozono riduce la componente infiammatoria. L´acqua viene sfruttata in quanto è un conduttore di calore e aumenta l´afflusso di sangue a livello periferico, con l´effetto di una rieducazione muscolare, miglioramento delle fasi del sonno, migliore respirazione, effetto linfodrenante, ecc. Si fa un´analisi posturale in acqua. Tramite l´induzione miofasciale si eliminano le restrizioni del sistema miofasciale, con due tipi di massaggio: connettivale e viscerale.
Dott. ssa Caterina Di Felice (fisioterapista)
Ha lavorato per molto tempo con pazienti fibromialgici. Le patologie reumatiche sono patologie dolorose che si protraggono nel tempo. E´ importante lavorare sulla percezione. Attraverso i nostri sensi possiamo diventare consapevoli di tante cose. Tramite l´attenzione e la vigilanza delle aree cerebrali, possiamo acquisire molte informazioni. Nel malato fibromialgico ci sono delle informazioni disfunzionali. Bisogna fare un lavoro di rottura con la routine del dolore, sui sistemi regolativi di base. La fisioterapia stessa lavora su questi meccanismi. La piena coscienza non è uno status molto frequente. I massimi neurofisiologi sostengono che il corpo è programmato per la gioia. Le cortecce frontali, che sono le aree più evolute del cervello, quando siamo tristi sono inibite, mentre quando abbiamo gioia, un normale stato di gioia, sono "accese" come le luci dei grattacieli più alti.

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